Ai microfoni di Tuttocalciocalabria.it Giuseppe Misiti, tecnico del Gela, prossimo avversario degli amaranto. Per l'allenatore reggino, ritrovare la squadra della sua città suscita sempre una grande emozione, ma una volta fischiato il calcio d'inizio non ci potrà essere spazio per i sentimenti. Arrivato a novembre sulla panchina della matricola siciliana, l'ex ReggioRavagnese è riuscito tra mille difficoltà a centrare una tranquilla salvezza attraverso la valorizzazione di giovani e un calcio gradevole. La Reggina avrà dalla sua grosse motivazioni, ma il Gela non ha alcuna intenzione di fare da comparsa e cercherà di portare a casa il massimo risultato.
Mister, domenica ritroverà da avversario la Reggina. Che tipo di partita ci aspetta?
"E' sempre una grande emozione incontrare la squadra della mia città, ma dobbiamo pensare a noi stessi. La Reggina è una corazzata che verrà qui a giocarsi la vittoria del campionato, noi invece cercheremo di fare al meglio la nostra partita. Sarà una partita giocata a viso aperto, tra due formazioni accomunate dalla voglia di vincere".
La sua squadra è reduce dalla sconfitta di misura sul campo della capolista Nissa, che impressione le hanno fatto?
"E' una squadra ben allenata, composta da giocatori esperti e forti, abituati a giocare anche in categorie superiori, nonostante noi fossimo rimaneggiati e con Baldeh infortunato dopo pochi minuti siamo riusciti a rimanere in partita fino alla fine".
Crede che riusciranno a difendere fino alla fine il loro primato?
"In questo momento meglio essere in alto che inseguire, ma la Nissa non avrà vita facile ad Acireale. Dovranno affrontare anche il Sambiase, una squadra forte e ben organizzata che proverà fino alla fine a centrare i play off. Credo che si deciderà tutto nei minuti finali della stagione, chi commetterà meno errori raggiungerà l'obiettivo".
Vale lo stesso per la Reggina?
"La Reggina ha l'obbligo di vincerle tutte e sperare per forza di cose sugli errori degli altri. Il rammarico è tanto per gli amaranto, ma a cinque giornate dal termine lo scenario è questo. Mi auguro che ce la possano fare".
Un campionato così equilibrato non si vedeva tempo.
"Assolutamente si, ogni gara è incerta e combattuta. Le partite vengono decise dagli episodi o dalla qualità del singolo, abbiamo assistito fin qui a risultati sorprendenti proprio per l'equilibrio che regna all'interno di questo girone. Prendiamo come esempio il Paternò, che nonostante l'ultimo posto è una squadra viva che se la sta giocando contro chiunque".
Cosa mi dice di Vibonese e Messina?
"Sono due squadre blasonate che stanno facendo molta fatica nella zona bassa della classifica. La Vibonese dopo un buon inizio ha pagato alcune situazioni che inevitabilmente hanno avuto ripercussioni sui risultati, il Messina con Romano era riuscita ad azzerare la penalizzazione e nel miglior momento lo hanno inspiegabilmente allontanato. Credo che la salvezza dei peloritani dovrà passare necessariamente dai play out".
Tornando al suo Gela, avete centrato la salvezza tra mille difficoltà, mantenendo però una classifica tranquilla. Quanto è stato complicato raggiungere questo obiettivo?
"Non è stato facile per nulla. Le difficoltà sono state molteplici, ma insieme ai ragazzi abbiamo fatto quadrato e siamo riusciti a centrare l'obiettivo. Ci siamo riusciti attraverso l'impiego di tanti giovani e un calcio propositivo. Abbiamo perso alcune gare per nostre ingenuità, quindi c'è un pò di rammarico per non aver fatto qualcosa in più, ma va bene comunque. Ora vogliamo chiudere la stagione nel migliore dei modi, lo dobbiamo ai nostri tifosi".
Gela è stato il tuo trampolino di lancio da giocatore, lo sarà anche da allenatore?
"Me lo auguro di cuore, sarebbe bello. In questi anni ho fatto tanta gavetta, lavorando anche in condizioni difficili e ottenendo grossi risultati. Gela è una piazza che ha tradizione e i tifosi tengono tantissimo alla loro squadra del cuore. Come ho detto prima, vogliamo chiudere la stagione nel migliore dei modi e dopodiché ci confronteremo con la società sul da farsi "
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