Niente giri di parole, niente zucchero sopra: Federico Coppitelli ha preso il microfono dopo il 3–0 alla Vibonese e ha fatto tremare il tavolo. Il tecnico del Cosenza ha parlato con la durezza di chi sa che il tempo è finito, che il campionato è dietro l’angolo e che la squadra, oggi, non è una squadra. È un gruppo, un insieme di direzioni divergenti, un cantiere aperto che non può permettersi di restare tale ancora a lungo.

“A dieci giorni dall’esordio ufficiale dobbiamo tirare una riga”, ha detto. Una frase che pesa come un macigno. Una richiesta diretta alla società: chiarezza sul mercato, decisioni immediate, basta attese. Coppitelli non vuole arrivare al debutto con giocatori che guardano altrove, con situazioni sospese, con ruoli indefiniti. Vuole un’identità, una linea, una direzione unica.

Il passaggio più tagliente riguarda la struttura della rosa: “Siamo giovani, ma neanche le Under 23 giocano solo con i giovani”. Tradotto: servono uomini veri, colonne, esperienza. Servono figure che reggano la baracca quando il vento si alza. Non basta la linea verde, non basta il talento: serve peso specifico, serve leadership.

E poi la frase che chiude tutto, come un colpo di scure: “Arrivare alla fine di questa settimana, tirare una riga, essere seri, chiari e decisi”. Coppitelli non sta chiedendo: sta pretendendo. Vuole che il Cosenza diventi una squadra adesso, non tra un mese. Vuole che chi resta lo faccia con convinzione, che chi parte lo faccia subito, che chi arriva sia pronto a prendersi responsabilità.Lorica non è stata solo un test. È stata una sveglia. Una chiamata alle armi. Una linea rossa tracciata sull’erba silana.

Sezione: Cosenza / Data: Ven 07 agosto 2026 alle 16:52
Autore: Rocco Calandruccio
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