La passione popolare come carburante, il rigore programmatico come scudo contro i giganti del calcio moderno. Il riconoscimento consegnato al presidente del Catanzaro, Floriano Noto, durante il Premio Nettuno di Cetraro rappresenta la certificazione di un'architettura societaria che sta ridefinendo il pallone nel Mezzogiorno.

Il patron delle Aquile rivendica con orgoglio le radici della propria gestione e la necessità di competere a testa alta in un panorama dominato da capitali esteri: “Siamo una società di provincia, molto piccola rispetto ai colossi le cui proprietà sono fondi americani. Per noi sono realtà impossibili, ma possiamo compensare con l’organizzazione, mettendoci passione e cuore”.

Il futuro del club passa inevitabilmente dalla solidità delle sue fondamenta, con la volontà precisa di lasciare un'impronta strutturale indelebile sul territorio calabrese. “Abbiamo pensato a strutturare l’azienda”, ha sottolineato il patron, illustrando lo sviluppo del nuovo centro sportivo con sette campi e una foresteria, destinato a diventare un punto di riferimento per l'intero Meridione.

Un progetto d'ampio respiro che si alimenta dell'incredibile spinta del popolo giallorosso in tutta Italia: “È stato meraviglioso vedere tanti tifosi spingerci per 90 minuti. È stata una dimostrazione straordinaria di affetto e appartenenza verso il Catanzaro”.

Tra la pianificazione delle prossime sfide logistiche legate allo stadio e le strategie di mercato, la linea guida per il domani rimane ben definita. L'inizio di stagione con tre trasferte consecutive rappresenta un sacrificio calcolato per trovare soluzioni definitive nell'interesse della piazza, mentre sul fronte tecnico la strada è tracciata.

L'obiettivo resta quello di scovare giovani di qualità per garantire sostenibilità e plusvalenze, senza mai smarrire l'ambizione sul campo.

Sezione: Catanzaro / Data: Mer 05 agosto 2026 alle 11:30
Autore: Alessandro Nidi
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