Il calcio in generale , specie poi quello dilettantistico, ha una sua spietata e bellissima coerenza: non concede sconti, non vive di soli ricordi e azzera i processi dopo ogni novantesimo. La Villese di mister Scarfó si trova esattamente qui, al centro del primo vero bivio emotivo e sportivo della sua stagione, dopo la pesante scivolata sul campo del Croce Valanidi. Due sconfitte consecutive fanno rumore, ma serve reagire. Il vero pericolo, in piazze calde e ambiziose come quella neroverde, non è perdere contro una corazzata del torneo; il pericolo è smarrire la bussola, farsi prendere dalla frenesia o, peggio ancora, dimenticare da dove si è partiti.

Villa San Giovanni non è tornata a respirare il profumo del campo per recitare la parte della comparsa. Il progetto avviato ha radici profonde, la chiara ambizione di costruire un ciclo duraturo e la ferma intenzione di riconquistare pagine di storia nobili. Ma la grandezza di una società e di una squadra si misura soprattutto nei momenti di flessione, quando la brillantezza viene meno e la coperta si fa corta. È lì che entra in gioco il lavoro invisibile: quello sulla testa dei calciatori, sulla capacità di metabolizzare l'errore senza subirlo e sulla coesione di un collettivo che deve stringersi attorno ai propri leader, da Scopelliti in giù.

Ecco perché la sfida di sabato al Santoro contro la Polisportiva Bagaladi assume i contorni del crocevia fondamentale. Non si tratta soltanto di tre punti in palio o del sorpasso in classifica ai danni di una diretta concorrente per la salvezza. È, prima di tutto, un test di personalità. La Villese ha bisogno di una vittoria per scacciare i fantasmi, per regalarsi quella salutare boccata d'ossigeno e per ritrovare quella serenità che rende il lavoro quotidiano più leggero ed efficace. La classifica, d'altronde, è corta e spietata: guardarsi le spalle è un dovere, ma alzare lo sguardo e riprendere a correre è l'unico modo per allontanarsi in fretta dalla zona calda.Cadere è concesso, a volte persino salutare per ridimensionare le attese e rimettere a posto i tasselli tattici. Restare a terra, però, non è un'opzione per una maglia che pesa così tanto. Sabato, sul prato del Santoro, i neroverdi non scenderanno in campo solo per scacciare una crisi passeggera, ma per ribadire a tutto il campionato che l'anima di Villa è viva, orgogliosa e pronta a rialzarsi.

Sezione: Altre news / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 10:11
Autore: Rocco Calandruccio
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