Rizzetta non si è limitato a un comunicato freddo: lo ha detto in diretta, a RTV, durante la trasmissione “Fuorigioco”, davanti alle telecamere, davanti alla città, davanti a chi ancora sperava in un colpo di scena. E questo cambia tutto, perché non è una nota filtrata, non è una voce, non è un retroscena: è una dichiarazione pubblica, frontale, definitiva.Rizzetta si sfila dal tavolo come uno che ha capito che non c’è più niente da attendere. L’ultima offerta è rimasta sospesa nel vuoto, senza risposta, senza un cenno, senza quel minimo di interlocuzione che dovrebbe essere la base di qualsiasi trattativa. E allora lui chiude, taglia, spegne la luce: “Chiudiamo qui. In bocca al lupo agli amaranto”. Una frase che pesa come un macigno, perché suona come un addio vero, non come una pausa tattica.

La Reggina resta così, ancora una volta, in mezzo al mare, con una città che guarda, che spera, che si divide. Il ritiro di Rizzetta non è solo la fine di una trattativa: è l’ennesimo capitolo di una storia che continua a oscillare tra promesse e incertezze, tra aperture e porte sbattute. E mentre lui saluta in diretta TV, resta l’altra strada, quella che porta verso Lotito, l’unico nome rimasto in piedi, l’unico scenario ancora possibile.Intanto la piazza vive l’ennesima giornata amara, fatta di delusione e stanchezza, perché ogni volta sembra di essere a un passo dalla svolta e invece si torna indietro, si ricomincia da zero, si resta appesi. La sensazione è quella di una città che meriterebbe risposte, non silenzi; un progetto, non un limbo; una direzione, non un eterno bivio. E invece oggi resta solo un addio, secco, definitivo, pronunciato davanti a tutti: Rizzetta si ritira, la Reggina resta a guardare l’orizzonte e a chiedersi quale sarà la prossima onda a travolgerla.

Sezione: Reggina / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 22:38
Autore: Rocco Calandruccio
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