La Reggina batte il fanalino di coda Paternò, ma lo fa nel modo peggiore: lenta, prevedibile, sprecona. Una squadra che sembra trascinarsi verso il finale di stagione più che correrci incontro. Il Paternò, venuto al Granillo per vendere cara la pelle, ha messo in campo più coraggio che qualità, ma è bastato per mettere in difficoltà una Reggina ancora una volta impacciata e senza mordente. Torrisi deve rinunciare a Laaribi e Mungo, e in mezzo si affida a Fofana e Salandria. Dietro rientra D. Girasole dopo la squalifica. Ma la squadra non risponde: il primo tempo è un manifesto di tutto ciò che non funziona. Ritmo basso, idee confuse, zero cattiveria. Una Reggina che sembra guardarsi allo specchio e non riconoscersi.
Nella ripresa entra Di Grazia per Edera e qualcosa cambia. L’ex Siracusa porta vivacità, strappi, un minimo di imprevedibilità. Ma il gol non arriva. Ferraro lotta come sempre, ma la mira è quella di un centravanti che ha perso fiducia: sbaglia, spreca, si vede annullare un gol per fuorigioco. La generosità non basta quando il peso dell’area di rigore ti schiaccia. Il muro cede al 72’: Ragusa calcia, Lucatelli respinge, Di Grazia è il più rapido a ribadire in rete. È il gol che sblocca la partita e, paradossalmente, anche la testa degli amaranto. Poco dopo Scalon commette un fallo di mano in area: rigore. Ragusa dal dischetto è glaciale, spiazza il portiere e chiude la pratica.
L’esultanza è rabbiosa, quasi liberatoria. Una rabbia che sembra indirizzata più verso se stesso e i compagni che verso gli avversari. Perché questa Reggina sa benissimo cosa ha buttato via. Nissa e Savoia vincono entrambe. Il distacco resta di tre punti. Due giornate alla fine, 180 minuti per sperare in un miracolo che, guardando il percorso stagionale, appare più un atto di fede che una possibilità concreta. La verità è semplice e crudele: mentalità e carattere non si comprano al supermercato. E questa Reggina, troppo spesso, ha dimostrato di non averne abbastanza. Il quarto anno in Serie D non è una condanna del destino, ma la conseguenza logica di ciò che si è visto in campo per mesi. Una vittoria, sì. Ma amara. Perché arriva tardi, arriva male, e non cancella ciò che poteva essere e non è stato.
TABELLINO
REGGINA-PATERNÒ 2-0
Marcatori: 72' Di Grazia, 79' Ragusa (rig.)
REGGINA (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (75' Desiato), R. Girasole, D. Girasole, Distratto (83' Porcino); Salandria, Fofana; Edera (46' Di Grazia), Ragusa (81' Chirico), Palumbo (61' Barillà); Ferraro. All. Torrisi
A disposizione: Summa, Adejo, Guida, Macrì.
PATERNÒ (3-4-3): Lucatelli; Scalon, Brumat (73' Di Maria), Fernandez; Ferrandino, Marchetti (87' Di Pietro), D'Aloia, Moriceau (83' Ardizzone), Romano, Lucca (83' Bari), Zinnà. All. Millesi
A disposizione: Smith, Cesani, Di Fazio, Ursino, Ababei.
Arbitro: Luigi Pica (Roma 1). Assistenti: Federico Monardo (Bergamo), Ruggero Marra (Torino)
Note - Ammoniti: Marchetti, Romano, Giuliodori, Lucatelli, Desiato Recupero: 0'pt, 5'pt Spettatori: 3.943
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