Ci sono storie che non hanno bisogno di trofei per essere ricordate. Storie che restano vive perché parlano di appartenenza, di sogni coltivati con il cuore e di uomini prima ancora che di calciatori. La storia di Cosimo Figliomeni è una di queste.
Nato a Locri il 7 ottobre 1992, ma sidernese nell’anima, Cosimo ha sempre portato Siderno dentro di sé come un marchio indelebile. Non solo un luogo, ma una casa, un’identità, una promessa fatta da ragazzino a se stesso e al suo paese: provarci fino in fondo, con passione e dignità.
Il suo viaggio nel calcio professionistico inizia presto. Nella stagione 2011-2012 arriva l’esordio tra i grandi con il Catanzaro in Lega Pro Seconda Divisione. Il 18 settembre 2011, contro l’Ebolitana, Cosimo mette piede per la prima volta su un campo professionistico. Non segna, è vero, ma quelle 7 presenze hanno il sapore delle cose importanti, di un sogno che prende forma.
A gennaio passa in prestito alla Vibonese. Ed è lì che arriva il primo gol tra i professionisti: 15 febbraio 2012, contro l’Aprilia, all’89’, il colpo che chiude la partita e apre una nuova pagina della sua storia. Tre gol in 13 presenze, nonostante una retrocessione amara. Perché il calcio, a volte, è crudele anche quando dai tutto.
Resta in Calabria, resta fedele alle sue radici, firmando per l’HinterReggio. Un’altra stagione difficile, un’altra retrocessione, ma mai una resa. Poi la scelta di ripartire dall’Eccellenza, con il Roccella: qui arriva una vittoria vera, concreta, l’Eccellenza Calabria, e una promozione in Serie D che profuma di riscatto.
Il destino, però, aveva in serbo qualcosa di inatteso. Nel luglio 2014 Cosimo vola in Romania e firma per il Gaz Metan Mediaș, in Liga I, la massima serie. Un salto enorme, fatto di coraggio e sacrificio. Esordisce in coppa contro il Pandurii e poi in campionato contro il Botoșani. Chiude la stagione con 27 presenze e 3 gol, poi arriva una retrocessione che non cancella il valore di quanto fatto. Anzi, l’anno dopo arriva la rivincita: promozione riconquistata, 20 presenze e altri 3 gol. Cosimo ce l’ha fatta. Davvero.
Nel 2018, svincolato, torna a casa. Firma per il Siderno in Eccellenza, perché certe maglie non si scelgono: si sentono. Dopo un anno scende di categoria con il Gioiosa Ionica, poi il corpo presenta il conto. I problemi fisici lo costringono a smettere. Troppo presto. Molto più presto di quanto avrebbe meritato.
Eppure, anche senza scarpini ai piedi, Cosimo Figliomeni ha vinto. Ha vinto perché resta una speranza luminosa del calcio sidernese, un ragazzo ricordato per il sorriso sincero, per la simpatia naturale, per valori umani rari. Un attaccante tecnico, intelligente, che avrebbe meritato palcoscenici ancora più grandi, ma che ha lasciato ovunque qualcosa di buono.
Il calcio, a volte, non restituisce tutto ciò che prende. Ma Siderno sì. Siderno non dimentica chi l’ha amata davvero. E Cosimo, questo, lo sa bene.
Autore: Rocco Calandruccio
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