C’è un calcio che non fa rumore, che non vive di copertine ma di chilometri macinati, di campi polverosi, di spogliatoi condivisi e di sorrisi sinceri. È il calcio delle persone, prima ancora che dei calciatori. E la storia di Jonis Khoris appartiene pienamente a questo mondo fatto di cuore, sacrificio e umanità.

Nato a Siderno il 15 marzo 1989, Jonis cresce con il pallone come compagno di viaggio. Un viaggio iniziato molto presto, passando dalle giovanili di club importanti come il Genoa, la Reggina, la Vibonese e il Ravenna. È lì che si forma l’attaccante, ma soprattutto l’uomo, imparando presto che il talento da solo non basta senza lavoro e rispetto.

L’esordio in maglia amaranto, addirittura contro l’Inter, sembra l’inizio di un sogno lineare. Ma la vita, come il calcio vero, raramente segue traiettorie semplici. Da quel momento Jonis diventa un autentico “giramondo” del gol, vestendo maglie diverse e portando ovunque la stessa serietà: Taranto, Barletta, Lucchese, Giulianova, Hinterreggio, Gavorrano, Montalto, Roccella, Due Torri, Gallipoli, Castrovillari, Civitavecchia, Locri, Siderno, Sant'Agata, Corigliano Calabro, Palazzolo, Paternò, Biancavilla, Gelbison, Vis Artena, Vastogirardi, Ragusa e Cittanovese.

Ogni tappa non è solo una riga sul curriculum, ma un pezzo di vita. Città diverse, persone diverse, emozioni che si sommano. E poi il dolore più grande, quello che nessun gol potrà mai cancellare: la perdita tragica di un fratello. Un colpo che avrebbe potuto spezzare tutto. Invece Jonis sceglie di andare avanti, con dignità, stringendo ancora di più i valori che lo hanno sempre guidato.

Oggi, nel girone C di Prima Categoria Calabria, ha accettato una nuova sfida con il Città di Siderno. Non un passo indietro, ma un ritorno alle origini. Rimettersi in gioco là dove è amato e ben voluto da tutti, nella sua Locride, con il sorriso di chi non ha nulla da dimostrare se non a sé stesso. Accanto al calcio, anche un lavoro serio e umile: perché la passione è una cosa, la vita un’altra, e Jonis ha imparato a onorarle entrambe.

Khoris è l’esempio di un calcio fatto di semplicità, sudore e rispetto. Di chi non si è mai sentito superiore, nonostante palcoscenici importanti. Di chi sa che conta il dove, sì, ma soprattutto conta il motivo per cui stai viaggiando. E il suo motivo è sempre stato chiaro: giocare, condividere, essere uomo prima che atleta.

In un mondo che corre veloce, la sua storia ci ricorda che la vera vittoria è restare fedeli a sé stessi. Con un pallone tra i piedi, un sorriso sincero e il cuore sempre aperto.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 11:30 / Fonte: A cura di Stefano Muscatello
Autore: Redazione TCC
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