Una finale che racconta il lato più autentico e affascinante del calcio dilettantistico calabrese, dove il regolamento diventa opportunità e il campo l’unico vero giudice. La Coppa Italia Dilettanti Calabria si prepara a vivere un epilogo fuori dagli schemi, capace di accendere curiosità, passione e orgoglio territoriale.

Domenica 4 gennaio, allo stadio “Luigi Razza” di Vibo Valentia, casa della Vibonese, andrà in scena l’atto conclusivo della competizione regionale: di fronte la DB Rossoblù Città di Luzzi e la Deliese, due realtà diverse per categoria ma unite dallo stesso sogno, quello di sollevare un trofeo che pesa, soprattutto, per ciò che rappresenta.

La particolarità di questa finale è tutta nel suo accoppiamento. Da un lato il Città di Luzzi, formazione di Eccellenza, costruita e abituata a confrontarsi con un campionato di vertice. Dall’altro la Deliese, squadra di Promozione, capace di spingersi oltre ogni pronostico. Un incrocio reso possibile dal regolamento calabrese, che consente alle due categorie di competere nella stessa Coppa Italia senza distinzioni: una scelta che, ancora una volta, dimostra come il calcio regionale sappia valorizzare il merito e il percorso, al di là delle etichette.

Il cammino del Città di Luzzi verso la finale è stato intenso e tutt’altro che scontato. In semifinale i rossoblù hanno dovuto sudare più del previsto contro l’Altomonte: decisivo l’1-0 dell’andata, difeso con carattere nel pirotecnico 3-3 del ritorno, una gara ricca di colpi di scena che ha messo alla prova nervi e solidità. Alla fine, però, la squadra cosentina ha dimostrato di saper reggere la pressione, conquistando con merito l’accesso all’ultimo atto.

Se quello del Luzzi è il percorso di una squadra consapevole della propria forza, la storia della Deliese è la vera favola di questa edizione. Partita senza i favori del pronostico, la formazione biancazzurra ha costruito passo dopo passo una cavalcata di grande spessore, culminata nella doppia sfida contro la Virtus Rosarno. L’1-1 dell’andata ha lasciato tutto aperto, mentre il ritorno, deciso solo ai tempi supplementari, ha regalato alla Deliese una qualificazione storica, accolta come un traguardo che va oltre il semplice risultato sportivo.

È il successo di un gruppo che ha saputo unire organizzazione, sacrificio e identità, arrivando a giocarsi una finale che resterà negli annali del club. Un traguardo che assume un valore ancora più simbolico se si considera che, per regolamento, la Deliese non potrà accedere alla fase nazionale della competizione: alle squadre di Promozione, infatti, il cammino si ferma al livello regionale. Qualunque sarà l’esito della gara, per i biancazzurri quella di domenica rappresenterà comunque il punto più alto di un percorso straordinario.

La finale del “Razza” non sarà soltanto una partita, ma il manifesto di un calcio che sa ancora sorprendere. Eccellenza contro Promozione, struttura contro sogno, esperienza contro entusiasmo. Novanta minuti – e forse di più – per scrivere una storia diversa dal solito, in cui il risultato conterà, ma non cancellerà il valore di un evento già speciale. In Calabria, la Coppa Italia dilettanti si conferma così non solo un trofeo, ma un racconto vivo di passione, territorio e autentico spirito sportivo.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 03 gennaio 2026 alle 19:02 / Fonte: A cura di Stefano Muscatello
Autore: Rocco Calandruccio
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