Ai microfoni di TCC Antonio Galardo, ex storico capitano del Crotone e dirigente, attualmente socio della Scuola Calcio “Asd Crescendo Antonio Galardo", dove insieme a Nino De Santis lavora quotidianamente alla crescita e valorizzazione dei giovani talenti. In questa intervista l’ex bandiera del Crotone, analizza il momento attuale del club pitagorico e del Cosenza, entrambi accomunati dalla voglia di essere protagonisti nel girone di ritorno. Galardo, un’istituzione del calcio crotonese, quasi 400 presenze con la maglia rossoblù, condite da diverse promozioni conquistate e stagioni da protagonista in cadetteria, contribuendo a scrivere importanti pagine di storia della società capitanata dalla famiglia Vrenna. Centrocampista tuttofare, una carriera quasi interamente vissuta nella squadra della sua città, non a caso dopo il suo addio al calcio giocato la società del Crotone ha scelto di ritirare la maglia numero 4, un bellissimo gesto di riconoscenza nei confronti di capitan Galardo. Capitan Antonio Galardo, figlio di Crotone, nato con i colori rossoblù che per lui rappresentano da sempre e per sempre una seconda pelle cucita addosso.
Salve direttore, lei che è stato lo storico capitano del Crotone, crede che l’eventuale partenza di alcuni big possa stravolgere la stagione del club pitagorico?
“Non credo che assisteremo ad un vero e proprio smantellamento della rosa, il presidente Vrenna ci tiene tantissimo al Crotone e farà di tutto per garantirsi i play off. Parliamo di una proprietà esperta, sapranno sicuramente cosa fare per fare in modo che il Crotone resti competitivo fino alla fine”.
Nel corso del girone d’andata il Crotone è stato piuttosto discontinuo sia sul piano dei risultati che delle prestazioni. Secondo lei, cosa è mancato alla squadra di mister Longo?
“C’era d’attendersi qualcosa in più da questo Crotone, senza alcun dubbio, ma secondo me la squadra è mancata allo Scida. Troppe battute d’arresto in casa, dove la squadra ha dimostrato di avere difficoltà nel fare gioco. Discorso diverso in trasferta, perché evidentemente per caratteristica questa squadra si trova più a proprio agio quando sono gli altri costretti a imporre il loro gioco”.
Dall’esterno sembra che ci sia un po' di rottura tra la tifoseria e la società, forse è dovuto al fatto alla poca chiarezza sui programmi della dirigenza?
“Questo dispiace, in questo momento bisogna sostenere il Crotone e stare vicino alla squadra. Le contestazioni c’erano anche ai miei tempi, ma storicamente questa società non ha mai fatto proclami o annunciare programmi. Noi ogni anno partivamo con l’obiettivo di fare bene, il direttore Ursino allestiva una squadra giovane oltre a quei 4-5 elementi di esperienza tra i quali io, un mix che poi si è rivelato vincente come tutti ben ricordiamo. In questi anni, grazie alla società, i tifosi crotonesi hanno vissuto anche la Serie A, sicuramente è stato bello ma allo stesso tempo ha raffinato fin troppo il palato a molti. Oggi la Lega Pro, deve essere vista come un modo per ricostruire e ripartire per scrivere nuove pagine di storia”.
Il Crotone aprirà il suo 2026 sul campo della capolista Benevento, che tipo di gara si aspetta?
“Sicuramente sarà una gara difficilissima, ma il Crotone ha dimostrato di saperle affrontare bene questo tipo di appuntamenti. Mister Longo è un tecnico che non lascia nulla al caso, perciò mi aspetto un Crotone ben organizzato che proverà a rendere la vita difficile ad una corazzata come quella sannita”.
A tal proposito, come vede la lotta al vertice nel girone c e che possibilità dà al Cosenza di poter conquistare il primato?
“ Credo che sarà una lotta a due tra Catania e Benevento, le vedo meglio strutturate per la vittoria finale. Meno la Salernitana, nonostante sia guidata da un ottimo allenatore che conosco come Raffaele, ma fino a questo momento non mi convince. Riguardo il Cosenza, Buscè sta facendo un lavoro eccezionale, il mercato di gennaio potrà dire tanto in ottica futura. In società c’è anche l’esperienza del dottor Gualtieri, perciò se riusciranno a rafforzare la rosa con 2-3 innesti all’altezza il Cosenza può dire la sua e recitare perfettamente il ruolo di terzo incomodo”.
Lei al momento non sta più ricoprendo i panni di direttore sportivo, scegliendo di dedicarsi a questo progetto con l’Asd Crescendo Antonio Galardo. Ce ne vuole parlare?
“A me è sempre piaciuto stare sul campo insieme ai ragazzi, nonostante abbia ricoperto nel recente passato il ruolo di direttore sportivo, per questo ho scelto di essere socio della Scuola Calcio Asd Crescendo Antonio Galardo. Un progetto che sto portando avanti qui a Crotone, insieme a Nino De Santis, con il quale ogni giorno lavoriamo nella crescita e la valorizzazione dei giovani talenti. Qualcuno dei nostri ragazzi è stato preso da alcune società di Serie A e Serie B, ma cerchiamo anche di essere vicini al Crotone. Cerchiamo di dare ai ragazzi l’opportunità di provare a realizzare un sogno, dando importanza non solo all’aspetto puramente tecnico ma anche a quello umano. Se c’è speranza di avere dei nuovi Galardo? Certo che si, lavoriamo per questo e per la felicità di questi ragazzi che amano divertirsi in campo con tanta passione”.
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