Sono tanti i temi toccati nel corso della lunga intervista che Francesco Cosenza ha concesso a "TuttoCalcioCalabria". L'ex difensore di Lecce e Reggina ci ha detto la sua sulla situazione attuale del calcio italiano, non tralasciando molte squadre nelle quali ha militato, e ci ha raccontato della sua nuova esperienza.
Francesco, dopo il ritiro ed il diploma da direttore sportivo, in che modo sta proseguendo il tuo impegno nel mondo del calcio?
"Ho costituito una società insieme a due ex calciatori, Domenico Maietta e Sebastiano Siviglia, che ora è impegnato in Arabia Saudita come vice di Simone Inzaghi. Abbiamo rilevato la gestione di alcune strutture sportive a Casalecchio di Reno e stiamo collaborando con un'altra società per costituire una scuola calcio per giovani a tutti i livelli".
Siete indirizzati verso allenamenti individuali o limitatamente ad alcune fasce di età?
"No, la nostra intenzione è lavorare già sui bambini a partire dai 5 anni fino a ragazzi prossimi alla maggiore età, però una cosa è certa: per quelli fino a 13 anni ci concentreremo solo su tecnica e fondamentali".
Quindi, in un certo senso fareste vostre le parole del selezionatore Viscidi, che ha evidenziato il fatto che anche nelle giovanili c'è un'attenzione eccessiva alla tattica.
"Ho incrociato Viscidi a Coverciano, ai tempi del corso da ds, non ho avuto modo di parlarci ma condivido in pieno le sue parole, ed anche quando sono stato in Belgio ed in Olanda ho verificato che su questo punto in Italia siamo indietro. Bisognerebbe fare un serio lavoro di ricostruzione ed aspettare almeno 10 anni prima di vedere risultati concreti, anche perché le cause dei problemi del calcio italiano di oggi sono persino più profonde".
Ad esempio? Qual è il primo che ti viene in mente?
"Mancano le competenze a tutti i livelli, le scuole calcio sono piene di istruttori che svolgono la propria attività come terzo o quarto lavoro ed ovviamente non possono svolgere il proprio incarico con attenzione e professionalità".
Quindi, ho motivo di credere che tu e gli altri curerete molto questo dettaglio nella vostra scuola calcio.
"Senza dubbio, un insegnante va pagato bene e messo in condizione di lavorare al meglio, trasmettendo le proprie competenze ai ragazzi ed individuando i più talentuosi e che possono realmente farsi strada nel calcio. Per quel che ci riguarda, proveremo a coinvolgere qualche ex calciatore che si è espresso pure a livelli medio-alti. Allo stesso tempo, bisognerebbe fare un lavoro pure sulla testa di certi genitori: tutti sono convinti di avere un campione in casa..."
Passiamo al calcio dei grandi, dai. In serie C Benevento e Vicenza hanno chiuso il discorso promozione mentre c'è un testa a testa fra Ascoli ed Arezzo. Tu hai vinto il campionato a Lecce e con l'Alessandria hai conquistato la promozione ai playoff, non posso non chiederti chi credi che la spunterà tra amaranto e bianconeri.
"Difficile dire chi avrà la meglio tra Arezzo e Ascoli, vedo i bianconeri lanciatissimi ma tutto dipenderà dalle ultime partite. Sono le due squadre che hanno i migliori attacchi e le migliori difese del girone, e la storia insegna che i campionati si vincono con la difesa e sbagliando meno. Per quanto riguarda il Benevento, la promozione è meritata perché il presidente Vigorito ha fatto degli investimenti importanti e…"
Chi ci sarà nella prossima serie C è il Grosseto, che ha conquistato matematicamente il primo posto nel girone E di serie D. Ti aspettavi il trionfo dei marmiferi?
"Se devo essere sincero, dico di sì, anche se mi sarei aspettato un campionato un po' più combattuto, però la rosa si è confermata la migliore di quel raggruppamenti e mister Indiani è una garanzia per la categoria. Sono particolarmente contento per Grosseto, una città bellissima dove mi sono trovato bene e con una tifoseria splendida. Sono affezionato a tutte le squadre dove sono stato, e per il Grosseto ho un sentimento particolare perché ho il rammarico di non essermi potuto esprimere in campo come avrei voluto, visto che sono arrivato lì a fine mercato di riparazione e quell'anno (stagione 2021/22, ndr) c'erano stati anche degli attriti tra la presidenza ed il quadro tecnico".
Il Grosseto vince in carrozza il campionato, mentre il Piacenza quest'anno non è mai stato in lotta per il primo posto e la Reggina rischia seriamente di mancare la promozione anche stavolta. Come ti spieghi le difficoltà che hanno avuto queste storiche società?
"Conosco perfettamente la realtà di Piacenza, oramai vivo qui da qualche anno e mi sento di dire che quest'anno, forse più che nelle precedenti stagioni, c'è stata molta confusione in alcune scelte, ed è un peccato perché la proprietà ha investito parecchi soldi. Sulla Reggina, invece, il ragionamento da fare è diverso..."
Ossia?
"Non ho niente contro l'attuale società, ero stato anche contattato per far parte della squadra ma la cosa non si è concretizzata. A mio modesto parere, non riesco a vedere un orizzonte a lungo periodo, una progettualità, e le disponibilità della società non mi sembrano illimitate. Sicuramente, fa riflettere che l'imprenditoria locale non abbia quasi per nulla dato, però è anche vero che certi annunci non andavano fatti..."
A cosa ti riferisci?
"Non avrei detto, la sera della presentazione della squadra, che quest'anno si sarebbe vinto il campionato, perché le avversarie agguerrite ed attrezzate non mancano mai, e tutti danno sempre qualcosa in più contro una squadra che è stata anche in serie A, penso che anche il Piacenza abbia patito questo. Nello stesso tempo, è capitato che dopo qualche sconfitta il patron abbia comunicato l'intenzione di lasciare, penso che anche la comunicazione portata avanti dalla società non abbia giovato ed abbia spazientito i tifosi".
Pensi che la Reggina possa vincere questo campionato?
"La Reggina deve lottare con tutte le forze a sua disposizione per vincere, con la consapevolezza che non può sbagliare nulla e che essere perfetti potrebbe comunque non bastare. È difficile, soprattutto dopo il pari di ieri".
In chiusura, ti chiedo un commento su Pietro Iemmello e Guido Gomez, due calciatori con i quali hai giocato e che stanno vivendo una grande stagione a livello personale.
"Sì, sono stato con loro alla Pro Vercelli ed apprezzo molto quello che stanno facendo. Pietro è un talento puro, col pallone sa fare tutto ed è un piacere vederlo giocare. Per quanto riguarda Guido sono contento per lui, magari è venuto fuori un po' tardi, ma in questi anni al Crotone ha affinato le sue qualità ed è diventato una punta di alto livello per la Serie C".
Autore: Rocco Calandruccio
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