Umberto Quistelli, giovane direttore sportivo che vanta esperienze importanti in Italia e all’estero, dove si è fatto ben valere attraverso il suo operato che ha portato risultati importanti in tutte le società in cui ha lavorato. Interessanti le sue considerazioni riguardanti la disfatta degli Azzurri ad opera della Bosnia Erzegovina

Umberto Quistelli : “In Italia si è più bravi a parlare che a fare, è sempre così e non solo nel calcio. Sono anni che sentiamo le solite cose dopo ogni disfatta, ma poi puntualmente non cambia nulla. Se si vuole rilanciare il calcio italiano è fondamentale puntare su gente che sa di calcio, invece si continua a non premiare la meritocrazia e portare avanti gente poco competente. Bisogna mettersi in testa che il calcio non è per tutti, già basti pensare che il patentino di allenatore può essere conseguito da chiunque, anche da chi non ha mai giocato. Nei settori giovanili vanno messi gli educatori e non gli allenatori, perchè il bambino in tenere età si deve divertire. Inizierei solo dall’Under 17 a far giocare campionati con le classifiche, in modo da approciare il ragazzo al professionismo. Puntare sulle strutture e sulla formazione dei dirigenti. Non è possibile che ij Lega Pro un diretto sportivo firmi contratti di un solo anno, questo ti fa capire come non ci sia programmazione e ancor meno visione. Una volta la Lega Pro era una palestra per giovani diesse, allenatori e calciatori, invece oggi come abbiamo visto ci arrivi senza meriti e pochissimi si impongono ad alti livelli. I vertici federali hanno grosse responsabilità per questa disfatta, era meglio decentrare le leghe anzichè dividerle come è stato fatto. Quelle società che sanno fare calcio in Italia hanno dietro dirigenti competenti sia a livello manageriale che tecnico, un esempio su tutti è il Lecce a mio avviso. C’è tanto da lavorare, ma ho l’impressione che tutto si limiterà alle solite chiacchiere. Gattuso nuovo ct? Sicuramente può dare una scossa importante, ma non basta per risollevare le sorti di un calcio italiano rimasto indietro sotto molti aspetti”.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 14:00
Autore: Rocco Calandruccio
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