Stavolta, a Catanzaro, la festa è tutta dell’Italia. Tuttavia, più che il risultato, a raccontare la qualificazione della Nazionale Under 19 alla fase finale dell’Europeo sono le parole del suo commissario tecnico, Alberto Bollini, che fotografano spirito, crescita e identità di un gruppo tornato protagonista.

Nello stesso stadio in cui un anno fa si era fermato il sogno continentale, gli Azzurrini conquistano il pass per il Galles (28 giugno-11 luglio) grazie all’1-1 contro la Turchia maturato sul manto erboso del “Nicola Ceravolo”. Un risultato rivelatosi sufficiente in virtù della migliore differenza reti.

L’Italia U19 taglia così un traguardo costruito con lucidità e consapevolezza, come sottolinea lo stesso ct: “Complimenti a tutta la squadra, allo staff, per aver raggiunto questa qualificazione – ha dichiarato nel post partita –. Lo scorso anno non andammo alle finali per una beffa, in un girone con Francia e Spagna; oggi siamo stati una squadra che ha saputo fare calcio, che ha saputo stare in partita con grande lucidità, e nello sport serve anche la sofferenza”.

Parole che racchiudono il senso del percorso azzurro: una crescita mentale prima ancora che tecnica. L’Italia ha saputo gestire una partita delicata, contro un avversario diretto e con due risultati su tre a disposizione, senza mai snaturarsi.

“Abbiamo subito un solo gol in due gironi, e questo significa avere le idee chiare – aggiunge il tecnico –. Quando a questa età hai due risultati favorevoli può essere un’arma a doppio taglio, ma ho detto prima della partita e all’intervallo che questa era una gara da giocare per vincere, continuando a fare un calcio propositivo”.

Proprio questo è l’aspetto che più soddisfa Bollini: l’atteggiamento. L’Italia è passata in vantaggio nel primo tempo con uno splendido gol di Samuele Inacio, al debutto nella fase Élite dopo aver scontato la squalifica, dimostrando coraggio e qualità. Anche dopo il pareggio turco nella ripresa, arrivato su punizione con Soylu, gli Azzurrini non hanno perso equilibrio, restando dentro la partita con ordine e maturità.

La qualificazione, dunque, non è solo un risultato, ma la conferma di un’identità precisa. Un gruppo che, come evidenziato dal suo allenatore, ha imparato a gestire i momenti, a soffrire e a restare fedele alla propria idea di gioco.

Dalle affermazioni di Bollini emerge anche il valore di questa rivincita sportiva: dopo la delusione dello scorso anno, l’Italia Under 19 torna tra le grandi d’Europa con una consapevolezza diversa. A Catanzaro, questa volta, non è il rimpianto a parlare, ma la voce chiara di un ct e di una squadra che hanno ritrovato la strada.

Sezione: Altre news / Data: Mar 31 marzo 2026 alle 19:05
Autore: Alessandro Nidi
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