"Ci vuole molto coraggio" direbbe Jovanotti. Chissà quali ragionamenti o possibili correttivi saranno passati nella mente di Guarascio quando ha deciso di esonerare Alvini nell'ultima stagione di Serie B del Cosenza, salvo poi richiamarlo quando la situazione era pressoché irrimediabile. Il tempo, poi, dà ragione a chi lo merita e infatti l'ex allenatore rossoblù si è preso una rivincita clamorosa.

L'anno successivo è il Frosinone a decidere di ripartire da lui. I ciociari si erano salvati per il rotto della cuffia, in virtù della penalizzazione del Brescia che ha riscritto la classifica. Alvini ritrova un gruppo ferito e lo trasforma in una corazzata. Porta con sé Giacomo Calò, uno dei migliori ammirati in Calabria nella sua precedente esperienza e punta tutto sui giovani: soprattutto Antonio Raimondo.

La scelta è audace ma i risultati lo ripagano, i gialloblù, grazie al secondo posto conquistato, ottengono la promozione in Serie A. Il miracolo vero e proprio sta accadendo adesso. Dopo tre partite, l'allenatore toscano ha ottenuto sei punti grazie a un gioco offensivo, bello da vedere ed efficace. L'attaccante in prestito dal Bologna è letteralmente esploso ed è solo dietro a Malen nella classifica marcatori con quattro reti. 

Giacomo Calò è il riferimento dei ciociari a centrocampo: detta i tempi di gioco e ha finalmente raggiunto quel potenziale intravisto fin dall'esperienza alla Juve Stabia. Alvini si sta giocando le sue carte in massima serie, dopo una prima avventura con la Cremonese non esaltante, ma non per demeriti suoi. Chi ha preso la decisione di esonerarlo solo due anni prima non solo è retrocesso in Serie C, ma guarda tutti dal basso con zero punti conquistati nelle prime di campionato.

Adesso sul banco degli imputati finirà irrimediabilmente Coppitelli, reduce da un'ottima stagione con la Casertana. Chissà, magari anche lui spiccherà il volo.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Antonino Iorfida
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