È una vera e propria stretta quella decisa dalla Questura di Forlì-Cesena nei confronti di 34 ultras del Catanzaro, destinatari di provvedimenti di DASPO per gli episodi di violenza avvenuti lo scorso 21 marzo nel territorio cesenate.

Le misure, adottate dal Questore Claudio Mastromattei, comportano il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per un periodo compreso tra due e otto anni, per un totale complessivo di 134 anni. Per nove dei soggetti coinvolti, già noti per precedenti analoghi, è stato inoltre imposto l’obbligo di firma durante le partite della squadra calabrese per i prossimi cinque anni, provvedimento ora al vaglio del Tribunale di Forlì.

A consentire l’identificazione dei responsabili è stato un articolato lavoro investigativo condotto dalla Digos di Forlì e dal Commissariato di Cesena, con il supporto degli uffici di Catanzaro. Fondamentali si sono rivelati i filmati dei sistemi di videosorveglianza cittadina, le immagini raccolte all’interno dello stadio e i rilievi effettuati dalla polizia scientifica.

Dalla ricostruzione emerge un’azione pianificata: il gruppo sarebbe giunto in Romagna con un pullman a noleggio, dopo aver fatto scalo all’aeroporto di Verona. Una volta arrivati, i tifosi avrebbero deliberatamente evitato i percorsi indicati per l’accesso allo stadio, dirigendosi invece verso aree frequentate dai sostenitori del Cesena, con l’intento di provocare un confronto.

Gli scontri si sono verificati in viale Oberdan, a breve distanza dall’impianto sportivo, circa un’ora prima dell’inizio della partita. Secondo quanto accertato, diversi ultras – molti con il volto coperto e armati di bastoni – sono scesi dai mezzi per colpire alcune persone presenti davanti a un locale, estranee alla tifoseria organizzata.

La situazione ha generato un serio pericolo per la sicurezza pubblica, evitato in conseguenze più gravi solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

Sezione: Catanzaro / Data: Lun 20 aprile 2026 alle 17:50
Autore: Alessandro Nidi
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