Allo stadio “Nicola Ceravolo” il copione si ripete, crudele e ormai fin troppo familiare. Il Catanzaro accarezza la vittoria, la vede lì, a un passo, poi la lascia scivolare via ancora una volta nel recupero. Contro il Modena finisce 2-2, con il colpo di testa di Pedro Mendes al 95’ che condanna i giallorossi alla terza beffa consecutiva dopo quelle subite contro Monza e Avellino. Un pareggio che pesa, soprattutto perché mantiene apertissima la corsa al quinto posto e alimenta interrogativi profondi sulla tenuta mentale della squadra.
In una serata segnata dalla nebbia, che ha reso sempre più difficile la visibilità col passare dei minuti, il Catanzaro paga ancora una volta il prezzo più alto proprio quando il traguardo sembrava ormai raggiunto.
Parte forte il Modena, che già al 2’ sfiora il vantaggio con Adorni, ma è il Catanzaro a trovare il guizzo giusto. Dopo un gol inizialmente annullato, al 5’ Pittarello viene premiato dal VAR: colpo di testa vincente da pochi passi e 1-0.
I giallorossi spingono ancora, sfiorando il raddoppio con Favasuli, ma al 28’ arriva il pareggio ospite: è ancora un colpo di testa, stavolta di Adorni, a ristabilire l’equilibrio.
La gara resta viva e intensa. Il Modena cresce, ma nel momento migliore degli emiliani sono i padroni di casa a colpire: al 40’ Rispoli firma il 2-1 con una bella azione personale, mandando i suoi al riposo in vantaggio.
Nella ripresa il ritmo cala anche a causa delle numerose interruzioni e di una nebbia sempre più fitta che avvolge il “Nicola Ceravolo”. Il Catanzaro sfiora il tris con Di Francesco che scheggia un legno, mentre il Modena aumenta progressivamente la pressione.
Nel finale succede di tutto: proteste, controlli VAR, giocatori a terra e ben sette minuti di recupero. I giallorossi sembrano resistere, gestendo il vantaggio con fatica ma determinazione.
Poi, ancora una volta, arriva la doccia fredda. Al 95’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Pedro Mendes svetta più in alto di tutti e firma il 2-2. È la rete che ammutolisce il “Ceravolo” e ravviva i fantasmi: terza vittoria consecutiva sfumata negli ultimi istanti.
Tre gare, tre finali identici. Prima Pessina del Monza su rigore al 96’, poi Iannarilli con l’Avellino all’ultimo assalto, ora Pedro Mendes. Il Catanzaro paga dazio sempre allo stesso modo: nei minuti di recupero, quando servirebbero freddezza, lucidità e gestione.
La qualità del gioco non è in discussione, così come la capacità di costruire e andare in vantaggio. Ma è evidente come il problema sia diventato mentale prima ancora che tecnico. La squadra di Alberto Aquilani fatica a chiudere le partite e si lascia travolgere dall’ansia nei momenti decisivi.
Il pareggio contro il Modena lascia tutto aperto nella corsa al quinto posto, ma soprattutto consegna una certezza: serve un cambio di passo nella gestione emotiva. Perché a questo punto della stagione, più delle gambe, contano testa e nervi.
E il Catanzaro, oggi, continua a mancare proprio lì.
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