Il Digiesse PraiaTortora arriva carica alla sfida di Coppa Italia Serie D contro la Reggina, un incrocio che profuma di storia, ambizione e ritorni di fiamma. La squadra tirrenica si presenta all’appuntamento con la fame di chi non ha nulla da perdere e molto da dimostrare.

La partita

La Reggina, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, resta una maglia che pesa. Il Granillo è un palcoscenico che intimorisce e seduce allo stesso tempo. Il PraiaTortora lo sa, ma non arretra: la gara viene vissuta come un’occasione per misurarsi con una piazza che ha scritto pagine importanti del calcio italiano.

Il protagonista: Puntoriere

Tra le storie della vigilia spicca quella di Puntoriere, attaccante cresciuto nel settore giovanile amaranto. Per lui non è una partita come le altre: è un ritorno a casa, un viaggio emotivo che intreccia passato e presente. “Tornare a Reggio è sempre speciale”, racconta, consapevole che il campo non farà sconti ma che certe emozioni valgono più di un risultato.

L’atmosfera nel gruppo

Il PraiaTortora arriva alla sfida con un clima sereno e una convinzione chiara: giocare senza paura. La squadra ha costruito un’identità precisa, fatta di organizzazione, intensità e spirito collettivo. Contro la Reggina servirà tutto questo, e forse qualcosa in più: la capacità di sorprendere, di colpire quando l’avversario si aspetta il contrario.

Il contesto

La Coppa Italia di Serie D è spesso terreno di imprese inattese. Il PraiaTortora vuole inserirsi in questa narrativa, provando a trasformare una serata complicata in un capitolo da ricordare. La Reggina resta favorita, ma non imbattibile: la differenza la faranno coraggio e lucidità.

La sensazione della vigilia

Il PraiaTortora non parte per Reggio Calabria come comparsa. Parte per vedere se il gigante amaranto ha ancora la forza di un tempo o se vive soprattutto di memoria. E in questo equilibrio tra storia e presente, tra emozione e ambizione, si gioca una partita che vale molto più di un turno di Coppa.

Sezione: Serie D / Data: Sab 29 agosto 2026 alle 18:29
Autore: Rocco Calandruccio
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