Ha il passo rapido di chi non ha paura di puntare l'uomo e l'entusiasmo contagioso di chi sa di essere arrivato in una piazza calda e ambiziosa. Mehdi Dorval è ufficialmente pronto a indossare la maglia del Catanzaro e a percorrere chilometri sulla fascia, portando in dote la maturità accumulata nelle stagioni precedenti e una fame di vittoria che traspare da ogni singola dichiarazione.

Il laterale ha subito voluto riavvolgere il nastro, ricordando cosa lo ha spinto a dire sì alla corte giallorossa dopo averla affrontata spesso da avversario.

Affrontare i calabresi sul terreno di gioco, ha spiegato il neo acquisto, significava misurarsi con una compagine votata al palleggio: “È una squadra che giocava molto con la palla e questo mi piaceva”. A colpirlo profondamente era stato anche lo scenario del Ceravolo: “Giocare contro allo stadio mi entusiasmava, anche per l’ambiente. È un club storico, che da tanti anni cerca di andare in Serie A”.

Nel cassetto dei ricordi c'è l'esperienza formativa vissuta a Bari, un'avventura che l'esterno descrive come un vero e proprio master di vita calcistica: “Da Bari mi porto tutto, perché è una città che ti fa amare il calcio. I tifosi ti vedono qualcosa in più in campo. Mi ha fatto imparare e crescere e sono fiero di essere stato un giocatore del Bari”.

Quando si passa a descrivere il proprio stile in campo, il profilo tracciato da Dorval è quello di un interprete totale della fascia: “Mi descriverei come un giocatore a cui piace l’uno contro uno, che ama giocare, correre e avere una mentalità importante”. Più che ai target personali, il suo pensiero è rivolto al collettivo: “Non penso a cosa posso dare, ma penso soprattutto ad aiutare la squadra e i miei compagni”.

La chiusura è un messaggio d'amore indirizzato dritto al cuore della tifoseria giallorossa, invocando quella complicità che da sempre fa la differenza: “Non vedo l’ora di vedervi allo stadio. Sapete che siete il dodicesimo uomo in campo e abbiamo bisogno di voi”.

Sezione: Catanzaro / Data: Ven 28 agosto 2026 alle 11:14
Autore: Alessandro Nidi
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