Dalla gioia del gol del 2-2 allo scadere contro la Rossanese alla voglia di rilanciare la stagione del Brancaleone. Pasquale Borrello, brancaleonese doc e simbolo della squadra del suo paese, si racconta ai microfoni di TuttoCalcioCalabria.it.

Un gol speciale, arrivato nel giorno del suo compleanno, per regalare al Brancaleone un punto prezioso sul campo della Rossanese, formazione che punta alle prime posizioni del campionato di Eccellenza. Pasquale Borrello si è preso la scena con una rete dal significato particolare, non soltanto per il peso specifico del risultato, ma anche per il legame profondo che lo unisce alla squadra del suo paese.

In un momento delicato per il Brancaleone, reduce da un avvio di stagione complicato e dal cambio in panchina da mister Criaco a mister Panarello, il pareggio può rappresentare un punto da cui ripartire. Borrello, però, guarda avanti con fiducia, consapevole del valore del gruppo e determinato a raggiungere l'obiettivo salvezza il prima possibile.

Ai microfoni di TuttoCalcioCalabria.it, il giocatore ripercorre le emozioni del gol, analizza il momento della squadra e racconta il significato di indossare una maglia che, per la sua famiglia, rappresenta molto più di una semplice divisa.

Pasquale, hai festeggiato il tuo compleanno nel migliore dei modi, trovando il gol del 2-2 in trasferta contro la Rossanese e regalando al Brancaleone un punto pesantissimo su un campo difficile. Che partita è stata e che emozioni hai provato nel trovare una rete così importante?

“Credo che per un brancaleonese di sangue sia stato uno dei migliori compleanni, per le emozioni che ho provato dentro di me nel momento del gol. È stata una partita tosta e ci prendiamo questo punto per risollevare il morale. Ne avevamo bisogno”.

Non è stato un inizio di stagione semplice per il Brancaleone, con appena due punti raccolti nelle prime cinque giornate e anche il cambio in panchina, con il passaggio da Criaco a Panarello. Come stai vivendo questo momento e come giudichi la situazione della squadra? Quanto può incidere questo cambio di allenatore sul percorso del gruppo?

“Il cambio dell'allenatore è stata una scelta di mister Criaco. Tutti noi sappiamo quanto bene voglia a questa squadra: è un grande mister. Questo cambiamento può incidere soprattutto a livello mentale”.

Secondo te, il pareggio contro la Rossanese e soprattutto il gol che hai realizzato possono rappresentare un punto di svolta per il Brancaleone? Può essere proprio da questo risultato che la squadra deve ripartire per lasciarsi alle spalle le difficoltà delle prime giornate e invertire la rotta?

“Già in campo, ieri, ho notato personalmente una mentalità diversa, quella che noi a Brancaleone siamo abituati a vedere e sono convinto che continueremo così, di partita in partita”.

Guardando avanti, come vedi il prosieguo della stagione del Brancaleone? Quali sono gli obiettivi che ti poni da qui alla fine del campionato, sia a livello di squadra sia a livello personale?

“Già da domenica tutte le squadre dovranno dare il 150% prima di riuscire a vincere contro di noi, proprio perché Brancaleone non ha paura di niente. La salvezza la raggiungeremo il prima possibile: sappiamo il valore di questa squadra. A livello personale, sono nel mio stadio, nel mio paese e, posso dirlo, nella mia squadra. Al momento penso solamente al Brancaleone”.

Dopo la bella esperienza dello scorso anno alla Bovese, dove ti sei tolto grandi soddisfazioni, hai scelto di tornare a vestire la maglia della squadra del tuo paese. Che emozione è per te giocare a Brancaleone e rappresentare la tua comunità? E poi, a 37 anni, continui a dimostrare di poter fare la differenza anche in un campionato competitivo come l'Eccellenza: quanto sei soddisfatto di quello che stai facendo e quanta voglia hai ancora di continuare a essere protagonista?

“Beh, che dire: ho fatto la storia a Brancaleone, continuando le origini della famiglia Borrello. Mio nonno è stato il fondatore, mio padre ha segnato più di 200 gol sempre con la stessa maglia e io sono riuscito a portarla in Eccellenza, dove non era mai riuscita ad arrivare. Indosso questa maglia con dignità e onore. Mi sono fermato per un anno a causa di problemi personali e lavorativi, scegliendo la Bovese. Anche lì sono riuscito a fare la storia, portandola in Promozione dopo 26 anni! È stata un'altra grande soddisfazione personale. A 37 anni non c'è risposta migliore per far capire a qualcuno che l'esperienza in campo è fondamentale!”.

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 15:36
Autore: Gabriele Mafrica
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