Ai nostri microfoni Angelo Corsi, storico capitano del Cosenza, otto stagioni emozionanti vissute in rossoblù che lo hanno reso idolo della tifoseria. Arriva nella "Città dei Bruzi" nel gennaio del 2014, dopo aver punito nel mese precedente i lupi silani con una sua rete sul finale di Aprilia - Cosenza, match valevole per il campionato di Lega Pro concluso con la vittoria della compagine laziale. Nato centrocampista, a Cosenza si trasforma terzino destro, con addosso la fascia di capitano. Tra i protagonisti principali di quella straordinaria cavalcata, che riportò nel 2018 il Cosenza in Serie B dopo ben 15 anni. Teatro del trionfo, l'Adriatico di Pescara, stadio che Corsi conosceva bene per essere cresciuto nel settore giovanile degli abruzzesi, perciò una vittoria dal sapore speciale, ai danni di un Siena che aveva ben poche speranze di avere la meglio su un Cosenza affamato di vittoria, supportato da un intero popolo di lupi. 228 gare disputate con la maglia del Cosenza, cifra che lo vede ancora oggi il quarto giocatore con più presenze nella storia ultracentenaria del club rossoblù. Ferentino di nascita, ma cosentino d'adozione per il suo forte senso di appartenenza nei confronti di una città che lo ha accolto come un figlio. Corsi e Cosenza, un legame indissolubile, nonostante un addio che avrebbe dovuto onorare meglio un uomo e un professionista che ha fatto di questa maglia una seconda pelle.
Salve Capitano, come si spiega questa fase calante del suo ex Cosenza?
"In questa stagione il Cosenza è stato protagonista di un ottimo girone d'andata, ora però il fatto di avere una rosa corta sta iniziando a pesare anche nei risultati. I rossoblù vantano importanti individualità, in grado di fare la differenza in questa categoria, ma allo stesso tempo non si può pretendere che possano rendere al top per tutto il campionato. Sono umani anche loro, perciò hanno bisogno di rifiatare nell'arco di una stagione lunga ed estenuante. Se in questo mercato di gennaio arriveranno innesti funzionali a completare la rosa allora credo che la squadra può confermarsi nel girone d'andata, altrimenti sarà dura mantenersi fino alla fine nelle prime 4-5 posizioni della classifica. Ottimi gli arrivi di Ciotti, Emmausso e Ba, tre giocatori che conoscono bene la categoria, ma serve intervenire anche nel reparto avanzato. Uno come Mazzocchi non lo rimpiazzi facilmente, proprio per questo serve un pò di peso al centro dell'attacco".
Rosa corta a parte, non crede che alcune vicende extra campo stiano condizionando un pò il momento attuale della squadra?
"A Cosenza c'è una situazione ambientale non facile, ormai la rottura tra proprietà e tifoseria sembra insanabile. Ti assicuro che conoscendo l'amore dei tifosi per la propria squadra, sta costando parecchio a tutti loro la scelta di non andare allo stadio. Questo ti fa capire della gravità della situazione. Noi salimmo in B perché avevamo il supporto del pubblico, in quei play off ci diedero una marcia in più come anche il quella salvezza nel periodo del covid, dove il pubblico non poteva essere presente sugli ma nell'ambiente si respirava la giusta atmosfera, che poi ci permise a compiere una vera e propria impresa. Buscè ha fatto un grandissimo lavoro, isolando la squadra da vicende extra campo, ma alla lunga condizionano inevitabilmente nell'arco della stagione. Purtroppo da quello che si nota sembra che in casa Cosenza stia diventando una costante, quella di non riuscire a trattenere professionisti seri e preparati che ben conoscono la materia calcio".
Tornando a parlare di campo, ora la squadra è chiamata ad affrontare nelle prossime due giornate Catania e Casertana. Due brutti clienti per uscire da questo momento negativo. E' d'accordo?
" In effetti non sono i clienti ideali in questo momento per il Cosenza. La sfida di domenica al Massimino si presenta davvero difficile, in casa di una corazzata come il Catania che tra le mura amiche sta dimostrando di essere un rullo compressore. Servirà disputare la partita perfetta a livello collettivo e avere anche in giornata di grazie quei giocatori che possono farti la differenza. La speranza, è che da qui in avanti il mercato e il rientro di alcuni infortunati , possano consentire al Cosenza di garantirsi i play off da una posizione favorevole".
Che idea si è fatto di questo girone c ?
" Il girone c rispetto agli altri due resta sempre il più competitivo, quest'anno è molto accesa la lotta al vertice. Catania e Benevento, si trovano in vetta perchè sono le più strutturate e rispetto alle altre stanno dando continuità. Le insidie di questo girone possono capitare quando vai in certi campi, tipo Siracusa o Taranto, dove per vincere devi andare ben oltre le qualità tecniche. Ad esempio, io quando giocavo temevo il campo di Melfi, era tosta giocare lì. Negli altri gironi ci sono fattori ambientali totalmente diversi, quindi lì puoi metterla più sul piano tecnico - tattico, potendo molte società attingere da diversi giovani dei settori giovanili dei vari club di A e B".
Riguardo il suo futuro, cosa bolle in pentola?
" Sto collaborando con il diesse Gemmi, con il quale ho condiviso l'esperienza di Cosenza e credo che con lui si sarebbe potuto avviare una programmazione che avrebbe portato risultati importanti. Il mio obiettivo è quello di crescere sempre più attraverso una formazione costante, utile per il mio percorso professionale".
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