Matteo Gliozzi è un attaccante italiano classe 2 maggio 2000, attualmente in forza all’ASD Bovalinese, di cui rappresenta il calciatore più importante e rappresentativo della rosa. Punto di riferimento tecnico e carismatico della squadra, Gliozzi è considerato una pedina centrale nel progetto sportivo del club.
Giocatore offensivo di struttura e qualità, ricopre prevalentemente il ruolo di seconda punta, interpretando il reparto avanzato con fisicità, intelligenza tattica e buona tecnica individuale. Alto 1,90 metri e mancino naturale, abbina una notevole presenza fisica a buone doti di coordinazione e lettura del gioco, risultando efficace sia nella finalizzazione sia nel lavoro di raccordo con il centrocampo.

Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nel calcio dilettantistico calabrese, vestendo le maglie di Roccella Jonica, Siderno, Gioiosa Jonica, Cinquefrondese e Ardore, contesti che ne hanno favorito la crescita tecnica e caratteriale. Il suo percorso è stato caratterizzato da continuità, affidabilità e da una costante capacità di adattarsi alle diverse esigenze tattiche.

Alla Bovalinese, Gliozzi si è imposto come leader offensivo, distinguendosi non solo per il contributo in termini di gol e prestazioni, ma anche per l’impatto sulla squadra, guidata dalla sua esperienza e dalla sua personalità. Il suo ruolo di seconda punta gli consente di essere determinante sia come supporto al centravanti sia come finalizzatore, sfruttando il tiro mancino e la protezione della palla.

Matteo Gliozzi è inoltre fratello di Ettore Gliozzi, attaccante del Modena FC in Serie B, con il quale condivide un forte legame sportivo e familiare. Un confronto costante che rappresenta uno stimolo ulteriore nel suo percorso calcistico.

Con la maglia della Bovalinese, Matteo Gliozzi prosegue il proprio cammino ponendosi come elemento chiave della squadra, confermandosi una figura centrale per ambizioni, equilibrio e identità tecnica del club.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 27 gennaio 2026 alle 22:49 / Fonte: A cura di Stefano Muscatello
Autore: Rocco Calandruccio
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