Si auspicava un cambio radicale, si è tornati dopo pochissimo sui propri passi. L'operazione Gattopardo è ufficiale: Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Una scelta del neo Presidente della FIGC Malagò che ha fatto discutere dalle prime ore. Nel mirino c'è ovviamente la primissima rivoluzione: via Leonardo e Maldini, due dirigenti competenti e giovani che avrebbero voluto affidare la panchina a Thiago Motta o Pirlo: due nomi discussi, criticati, ma comunque "nuovi".

Ai posteri l'ardua sentenza, ovviamente, con la speranza che questa linea produca gli effetti sperati. Resta l'amaro in bocca, visto che pregustavamo Guardiola, l'unico, forse, che avrebbe rappresentato un cambiamento totale. In alternativa, puntare sulla grinta e sull'esperienza di una persona e di un professionista straordinario come Silvio Baldini avrebbe ridato credibilità al movimento calcistico italiano. Un Mondo ancora provato dalla terza mancata qualificazione di fila a un Mondiale.

Non possiamo non essere felici, però, per la nomina di Claudio Ranieri. Un signore, a cui forse, sarebbe giusto concedere un po' di riposo. L'ex Catanzaro non riesce a stare sul divano e il paragone con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è quantomai azzeccato. Entrambi sono gli ultimi pilastri di un Paese che si affida alla loro saggezza. Riponiamo, quindi, la nostra fiducia in Sir Claudio, consapevoli che darà tutto per la causa.

La sensazione di aver perso un treno importante ci tormenta comunque. Questo, per favore, concedetecelo: non si può stravolgere un corso che ha appena posato la prima pietra. Non dopo le ultime "imprese".

Cambiare per non cambiare, si salvi chi può. Per fortuna il prossimo Mondiale contemplerà la presenza di sessantaquattro organici: si spera siano sufficienti per permettere all'Italia di partecipare.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 17:00
Autore: Antonino Iorfida
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