Infrangere la maledizione per riscaldare il cuore del popolo giallorosso. Quando il Catanzaro calca l'erba del "Marcantonio Bentegodi", non affronta soltanto undici avversari in maglia scaligera, ma si ritrova a fare i conti con l'ombra ingombrante della storia. La trasferta veronese rappresenta da sempre uno scoglio quasi insormontabile per la formazione calabrese, chiamata oggi a compiere un’autentica impresa per cancellare numeri che sembrano appartenere a un'altra era geologica.

Il dato che più di ogni altro misura il peso di questa cabala riguarda la totale carenza di punti conquistati negli ultimi quarantacinque anni. L'ultimo ruggito utile delle Aquile in terra veneta risale infatti alla primavera del 1979: era il 14 aprile e la sfida del campionato di Serie A si chiuse con un grigio - ma preziosissimo - 0-0. Da quella data in poi, la porta del Bentegodi si è sbarrata definitivamente, trasformando ogni incrocio successivo in una collezione di rimpianti tra la massima serie e la cadetteria, passando per gli amari incroci dei primi anni Duemila.

Eppure, guardando al bilancio complessivo dei diciotto confronti di campionato disputati in Veneto, si scopre che l'equilibrio non è mai mancato del tutto. Gli otto pareggi strappati dai giallorossi testimoniano battaglie spigolose e spalla a spalla, mentre le nove sconfitte incassate raccontano di episodi sfavorevoli e occasioni sfuggite per un soffio.

Nell’albo d’oro di questa sfida spicca però una sola e isolata gemma: l’unica vittoria catanzarese a Verona. Bisogna riavvolgere il nastro fino al 25 novembre 1962, giorno in cui una rete di Zigoni firmò l’1-0 finale nel torneo di Serie B, regalando ai tifosi calabresi uno storico trionfo rimasto purtroppo inedito nei decenni a venire.

Una rivalità antica, nata negli anni Trenta con il primo 1-1 del 1936, e che ha vissuto momenti di altissima tensione emotiva anche lontano dal Veneto. Come dimenticare, ad esempio, il drammatico spareggio per la promozione in A giocato sul campo neutro di Terni nel giugno del 1975, finito con la festa dell'Hellas. Un capitolo a parte che però condivide con le sfide di Verona lo stesso filo conduttore: la determinazione del Catanzaro di voler ribaltare i pronostici della vigilia.

Le statistiche raccontano il passato, ma il presente si scrive sul campo. Per le Aquile, il ritorno al Bentegodi non deve rappresentare un macigno psicologico, bensì uno stimolo straordinario. Trasformare un tabù decennale in un ricordo lontano è la missione principale di una squadra che vuole dimostrare di potersi lasciare alle spalle le ombre della storia e regalare ai propri sostenitori una pagina tutta nuova.

Sezione: Catanzaro / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 11:02
Autore: Alessandro Nidi
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